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IL CARDELLINO IN NATURA ( Carduelis Carduelis)

 

Tutti gli appassionati e allevatori di uccelli sono stati, da sempre, affascinati da questo meraviglioso fringillidi: il Cardellino; la sua eleganza, la sua bellezza con le sue infinite sfumature di colore, la sua grazia nell’emettere le sue cinguettanti note, lo pongono, senza alcun dubbio ai primi posti nella scala delle preferenze tra gli uccelli amatoriali da gabbia e da voliera. E’ il “principe” delle creature alate.

Sicuramente non esiste allevatore che non abbia avuto nel suo allevamento un Cardellino, magari solo per ascoltare le sue insistenti e prolungate melodie, lui, il Cardellino, è il più amato, il più ammirato, il più ambito, il più richiesto e…ahimé!, purtroppo, anche il più esposto all’uccellagione più selvaggia, dalla quale, gentaglia senza scrupoli, condannabile senza attenuanti alcune, trae lauti profitti approfittando del fatto che la riproduzione domestica del Cardellino in purezza, anche se è aumentata enormemente in questi ultimi decenni, non riesce a soddisfare la richiesta costantemente in crescita.

Le mie prime esperienze con questa meravigliosa creatura, risalgono agli anni cinquanta, quando i ragazzi della mia età, per la scarsa disponibilità economica, si costruivano gabbie rudimentali per poter ospitare, a turno, uccelli che, per pochissime lire, erano disponibili nelle rare uccellerie del tempo: verdoni, fanelli, verzellini, lucherini, fringuelli e altri. All’epoca possedere un canarino era un privilegio che solo alcune persone potevano avere.

Negli anni sessanta è iniziata la mia esperienza con il Cardellino: i miei primi incardelleti ed in seguito il mio primo ibrido, un Verdone (C. chloris) X Cardellino, esposto nell’anno in cui l’Associazione “Ca de C.” di Modugno, in provincia di Bari, organizzava la sua prima esposizione ornitologica. In quegl’anni ho avuto il piacere di  fotografare e di seguire da vicino, l’intera fase, dal corteggiamento allo svezzamento dei piccoli, di una coppia di Cardellini che aveva deciso di nidificare in un pino, non molto grande, sul balcone di casa mia.

Negli anni successivi, la mia innata passione per l’ibridazione, mi consentì di realizzare altri ibridi con il Fanello (Carduelis cannabina), con il Ciuffolotto ( Pyrrhula pyrrhula), con il Negrito (C. atrata) ed altri esotici; dalla Cardellina ho avuto le primissime incardellate “Satinè”quando tale mutazione, all’epoca di Mario Ascheri, non era ancora stata riconosciuta; con la Cardellina ho avuto anche bellissimi ibridi con l’ Organetto (C. flammea), con il Verdone Testa Nera (C. ambigua) e con il Verdone Lutino, constatando che quest’ultimo, così realizzato, è molto più bello di quello realizzato con accoppiamento a partner invertiti (Cardellino X Verdone). Questi sono gli ibridi da me ottenuti, ma altri Allevatori sono riusciti a realizzare autentici capolavori ibridando il Cardellino con il Trombettiere ( Rhodopechys sanguinea), l’ Alario ( Serinus alario), il Verdone dell’Himalaya (Carduelis spinoides), il Canarino Ventrebianco (Serinus dorsostriatus), il Mozambico (Serinus mozambicus), il Crociere (Loxia curvirostra), il Negrito, il Venturone (Serinus citrinella), il Lucherino Testanera (Carduelis magellanica), il nostro Lucherino (C. spinus), il Verzellino (Serinus serinus), il Carpodaco (Carpodacus mexicanus) il Verzellino Fronterossa (Serinus pusillus) e chissà quanti altri ancora; da qualche parte ho letto che in Inghilterra c’è un ibrido impagliato di Cardellino X Fringuella (Fringilla coelebs), tale ibrido l’ho visto esposto anche, se pure in pessime condizioni di salute, alla Internazionale di Reggio Emilia.

Per una quindicina di anni, per questioni di lavoro, ho dovuto smettere di allevare ma sono tornato negli anni novanta ed ho aggiunto alla passione dell’allevamento anche quella della fotografia, ed  attualmente, con molto impegno, come mio solito, mi dedico al “bird wotching”. Amo riprendere gli uccelli nel loro ambiente naturale, cogliere attimi particolari della loro esistenza ed immortalarli in foto ingrandite che, incorniciate, adornano le pareti della mia associazione: Ass. Ornicoltori Pugliesi, con una sede in Bari da fare invidia alle più blasonate associazioni d’Italia. Nella nostra Associazione vi sono dei soci che con il Cardellino hanno molta familiarità, tanto da riprodurli in gabbia con relativa facilità: Michele Carella, il dr. Antonio Larini, Onofrio Ricci, Antonio Cutrignelli, Gino La Forgia, Girolamo Milella, Giacomo Hazan e tanti altri che mi scuso se in questo momento mi sfuggono, a loro e a tutti gli allevatori di questo meraviglioso fringillide, il Principe…il Cardellino, dedico questo mio scritto affinché questa gemma della natura non venga mai a mancare.

 

Antonio La Volpe

 

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